CANNABIS

Cannabis è il nome della pianta da cui provengono droghe conosciute come  “Hashish” e “Marijuana”. Le due varietà più note sono: 1) la ”cannabis indica” alta poco più di un metro, ricca di resina nelle inflorescenze, da cui si ricava l’Hashish un composto resinoso scuro, agglomerato in blocchi per lo smercio (“pani di hashish);  2) la “cannabis sativa” alta fino a sei metri le cui foglie e inflorescenze essiccate e sminuzzate danno la Marijuana, ha la consistenza di un’erba che va dal colore verde pallido al giallo paglia, con un ridotto effetto psicoattivo rispetto all’hashish.
L'elemento chimico (principio attivo) che determina gli effetti psicoattivi della cannabis è il delta-9-tetraidrocannabinolo  comunemente detto THC presente in concentrazioni diverse a seconda della pianta e della crescita, in genere nella marijuana è dell’1%, nell’hashish del 5% con punte dal 10% al 55%. La concentrazione diminuisce ogni mese di circa il 4% e più se esposta a calore e luce.
La modalità di assunzione è per fumo in quelli che vengono chiamati “spinelli”, “canne”ecc; parte del THC viene distrutta dal calore, e i polmoni ne assorbono circa la metà. Il THC provoca un aumento della liberazione di dopamina (un neurotrasmettitore implicato in .  Lo spinello viene preparato “rollando” in una cartina da sigaretta tabacco e hashish o marijuana. L’odore che si avverte dove è stato fumato è come quello della corda bruciata, infatti la cannabis altro non è che canapa, materiale di cui sono fatti alcuni tipi di corda.
Gli effetti cominciano dopo pochi minuti dall'assunzione, raggiungono il massimo dopo circa mezz'ora, cominciano a diminuire dopo un'ora e svaniscono dopo circa tre ore.

EFFETTI

FISICI
Arrossamento degli occhi e diminuita salivazione con secchezza delle fauci, accelerazione del polso e diminuzione della pressione del sangue in posizione eretta. Aumento dello stimolo della fame. Non è infrequente per il consumatore abituale svegliarsi di notte per mangiare.

PSICOLOGICI
La cannabis non altera la percezione (cioè non da allucinazioni) ma modifica l’interpretazione percettiva a livello mentale. Ad es. si può avere una percezione più acuta dei contorni, dei colori, della profondità delle immagini, l'impressione di forme e significati particolari in immagini visive di oggetti che hanno funzioni del tutto diverse. Si può percepire in maniera più marcata la separazione spaziale delle fonti sonore; i suoni possono evocare immagini e colori.
Aumenta l'apprezzamento per i sapori dei cibi, che è collegato all'effetto di farmaco anti-emetico (cioè ad azione contro il vomito) e stimolante dell'appetito. L’interpretazione delle distanze può alterarsi, ad es. guidando, la scorretta valutazione degli ostacoli causa incidenti. L’abbassamento dei legami associativi con il passato e con il futuro genera una particolare concentrazione di tutto ciò che accade, nel momento presente. Ad alti dosaggi si indebolisce la memoria a breve termine fino a non ricordare l’inizio della conversazione.
La produzione del pensiero è caratterizzata da:
-  maggiore accettazione delle contraddizioni e dell'ambiguità, con predisposizione al lato comico delle situazioni;
- rilevazione  di aspetti diversi nelle situazioni familiari e conosciute con la comparsa di “jamaìs vu” che a forti dosaggi può portare a crisi transitori di depersonalizzazione e di perdita dell’identità
- tendenza all'introspezione
- pensieri vaganti, associazioni vivaci e spontanee, sensazione di aumento dell'immaginazione
L’attenzione tende ad aumentare di intensità ma con un minore campo per cui ci si occupa di una cosa per volta, come ad es. ascoltare musica o parlare, anziché ascoltare e parlare allo stesso tempo
A dosaggi bassi e medi, la percezione del tempo è rallentata, per cui si determina una maggiore. concentrazione sul presente, che può aiutare a concentrarsi su determinati stimoli intellettuali; ad alti dosaggi, l'aumentata produzione di associazioni e fantasie può rendere difficile la concentrazione su un soggetto predeterminato.
”La cannabis ha in comune con l'alcool l'effetto di indebolire le inibizioni. Per l'alcool, l'effetto disinibitorio può risolversi nel superamento di regole sostanziali di etica collettiva, e quindi in una incontrollabilità degli impulsi aggressivi e violenti: l'alcool è infatti considerato in assoluto come la sostanza psico-attiva più frequentemente collegata a comportamenti violenti. Per la cannabis si ha un superamento di inibizioni che riguardano il modo di comunicare con il prossimo, piuttosto che gli impulsi aggressivi: "Tutte le ricerche [...] hanno smentito che l'uso di marijuana provochi un aumento di aggressività. [...] la marijuana ha un effetto sedativo e può in qualche misura ridurre [...] la possibilità di comportamenti aggressivi verso altre persone (NAS 1982, p.128).” (G. ARNAO …..)

EFFETTI SULLA GUIDA: Da 3 a 6 ore dopo l'assunzione provoca difficoltà di messa a fuoco, alterazioni spazio-temporali, ipersensibilità generalizzata.

Esiste anche un uso terapeutico della cannabis che ne sfrutta gli effetti antidolorifici  su pazienti con patologie croniche o in fase terminale per alleviare il dolore e come antiemetico, ad es. pazienti in chemioterapia, malati di AIDS, sclerosi multipla, glaucoma, epilessia,  artrite reumatoide.

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fonte G.ARNAO "Hashish"